Che odore ha una vigna, quando è ora di raccogliere? || Mosto. Zucchero che fermenta, vespe ubriache, mani appiccicose fino a sera. Gesù porta quest’odore dentro il tempio di Gerusalemme, negli ultimi giorni, tra pietre squadrate alte come un uomo, davanti ai capi dei sacerdoti e agli anziani che lo ascoltano a braccia conserte. Una vigna, una siepe, un torchio, una torre. E noi ci sistemiamo sul banco, pronti alla storia che conosciamo: il raccolto, i conti, i cattivi che pagano. ||
Ma il padrone non manda le guardie. Manda servi, e tornano bastonati. Ne manda altri, e non tornano. Poi fa quello che nessun padrone fa: manda il figlio. Avranno rispetto per mio figlio. || Il figlio sale tra i filari a mani vuote, senza bastone, senza scorta, con la polvere sui piedi e il fiato corto della salita. I vignaioli lo vedono arrivare e stringono: le mani, le spalle, la mascella. Lo prendono. Lo trascinano oltre la siepe, là dove si buttano i sassi tolti dal campo. Lo uccidono. || Il corpo resta lì. Fuori. Nel mucchio. ||
Che cosa farà il padrone? chiede Gesù. E loro, subito: li farà morire miseramente. || Gesù non raccoglie. Lascia cadere la vendetta e torna, con la voce, a quel mucchio oltre la siepe. Il dolce del mosto si spegne. Resta un rumore di pietra smossa. Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi? ||
Pesante. Storta. Soppesata e lasciata cadere, a mezza voce: questa non serve. ||
Non accettata. Svalutata. Maledetta. Scartata. ||
E il Padre ci infila le mani sotto. Non la leviga, non la alleggerisce. Se la stringe al petto, com’è, e la posa. ||
Pesa sulle spalle. Pesa nel mucchio. Pesa all’angolo, e adesso regge. ||
Il Figlio ucciso e buttato è testata d’angolo. ||
La conosci, questa pietra. || Ha un nome di casa: vergogna, rimpianto. Quella cosa di te, o dei tuoi, che tieni fuori dalla vista. La porti tra le scapole, da anni. La senti al mattino, quando il respiro si ferma a metà. || Nessuno te la toglie. Ma posata all’angolo, le spalle si aprono. || Entra più aria. ||
Domani mattina: la lasci nel mucchio, oltre la siepe, ad aspettare che qualcuno paghi, o la porti dove il Padre sta costruendo?