Spiritualità. Un viaggio per te, perché il viaggio più lungo è il viaggio interiore.
Spiritualità. Uno dei termini più ricorrenti parlando, appunto, di spiritualità. E dei meno chiari. Quanto la conosci davvero?
Anzitutto, in questo post non scriverò di idee come spiritualità New Age o buddista o musulmana.
Inoltre, per te, per rispettare il tuo tempo, ho preparato un piccolo test: 3 domande veloci per capire se soddisfa davvero le tue curiosità.
Per chi è pensato questo post? Rispondi a queste domande e vedi se fa proprio per te!
Sei una persona aperta di mente e ti piace analizzare e mettere in luce i vari significati che si sono accumulati nelle esperienze di secoli dentro il termine «spiritualità»?
Sei una persona curiosa, stuzzicata dai significati delle parole importanti della tradizione cristiana, come «spiritualità»?
Sei una persona concreta e senti il bisogno di afferrare in modo più adeguato le suggestioni inattese in termini come «spiritualità»?
Se hai risposto «Sì!» alle precedenti domande, il post è pensato per te! E lo puoi vedere anche su Youtube!
Spiritualità ha infatti moltissime definizioni. Forse troppe.
Di solito lasciate sullo sfondo, implicite ma influenti. Proprio per questo, tante definizioni possono disorientare; talvolta illudere; talaltra creare addirittura doloroso caos interiore.
Forse anche tu senti la necessità di trovare dei punti fermi su questo tema.
Cosa intendiamo in realtà con il termine «spiritualità»?
E come si differenzia la spiritualità cristiana da qualsiasi altra spiritualità?
Come spiegare la dimensione «spiritualità»?
A quali condizioni puoi dire di praticare una vita spirituale? E con quali benefici per te? A queste due ultime domande rispondo alla fine del post, prima urgono altri approfondimenti.
Domande importanti e succose.
Da dove cominciare per rispondere? Da quale prospettiva?
Mi lascio ispirare e guidare da una frase di san Paolo apostolo, che nella lettera ai Romani, al capitolo X, parla di «una vita secondo lo spirito».
Proprio perché tu stai cogliendo la validità di quanto finora esaminato, come potresti arricchire la tua esperienza?
La parola e il concetto di spirito e, di conseguenza, di spiritualità hanno una lunga tradizione in filosofia.
Pensiamo alle grandi intuizioni dei filosofi. Negli ultimi decenni del ‘900 vi è stata una forte ripresa di interesse per la spiritualità e per il tema dello spirito, in particolare. Dalla filosofia e teologia, fino alla cultura di massa. Cosa è successo, in realtà? La crisi del positivismo dei primi decenni del ‘900 ha evidenziato proprio quegli aspetti dell’esperienza trascurati dalla visione scientista.
Il filosofo Gadamer segnala una profonda esperienza spirituale nel linguaggio. Cosa afferma di importante Gadamer? Nel linguaggio, concepito come evento di verità, si schiude un senso che coinvolge la persona, senza che questa lo possa dominare. Anche il filosofo Heidegger, dopo un’iniziale bando del termine spirito, lo rivaluta. Anzi, ne fa addirittura la guida, che introduce all’autentico domandare, vera essenza del pensiero.
Un terzo importante filosofo, Ricoeur, indica come centro dell’esperienza dello spirito, la tensione tra unità e molteplicità. Tale tensione coinvolge la persona senza che questa la possa dominare. E solo abbandonandosi a questa tensione la persona è in grado di vivere l’attuale situazione di pluralismo senza scadere nelle opposte tentazioni polarizzanti della deriva autoritaria o del relativismo scettico.
Se vogliamo ricondurre a tre nuclei gli apporti di una plurimillenaria riflessione sullo spirito, noi troviamo anzitutto il tema del collegamento dello spirito con la vita, in cui esso si radica. Parlare di spirito è parlare di vita! In secondo luogo, parlare di spirito, è parlare degli aspetti più tipici dell’esperienza umana. Infine, c’è l’ambito di tutto ciò che va oltre l’ordine immediato delle cose, mostrandone la complessità e profondità. È l’ambito dello spirito come slancio, come libertà, come forza che «soffia dove vuole». E questo è il punto di massima complessità dell’esperienza dello spirito, o spiritualità. Lo spirito, infatti, si presenta come una dimensione da una parte tipicamente umana; dall’altra rappresenta ciò che per l’essere umano è essenziale, ma che non è a sua disposizione.
E qui vi è l’incontro con le domande e le risposte che la riflessione religiosa ebraica a cristiana ha elaborato nei secoli. Questo terreno è luogo privilegiato per il libero confrontarsi tra il pensiero filosofico e religioso dell’Occidente e delle altre grandi tradizioni dell’umanità. Bene! Dopo questa panoramica di riflessioni, qual è la definizione di spirito che io preferisco? È questa: autotrascendenza umana, cioè il desiderio di autenticità che, io, in quanto essere umano, mi porto dentro e che mi spinge ad andare oltre, l’impulso ad andare sempre più in là rispetto a dove sono ora, passo dopo passo.
Sull’argomento Gesù, nel suo dialogo notturno con Nicodemo (Gv 3,8), ha formulato questa provocazione importante: «Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».
Frase forte. Che effetto ti fa?
Più in profondità, in quali forme si manifesta questo impulso dello spirito?
Sì, l’impulso autotrascendente ci spinge in direzioni non casuali, ma umanizzanti, secondo uno schema preciso, cumulativo e progressivo.
È l’impulso a fare attenzione ai dati che si presentano ai miei sensi e alla mia consapevolezza; è l’impulso di voler capire, di voler cogliere, cioè, le relazioni tra questi molteplici dati; è l’impulso a lasciare spazio alla fantasia, all’immaginazione, all’intelligenza, alla creatività, all’inquietudine; è l’impulso a cercare la verità, cioè l’impulso ad andare a vedere come stanno davvero le cose; è l’impulso a cercare il bene, il meglio, al superamento morale; è l’impulso alla passione politica per il bene comune; è l’impulso all’arte; all’amore, allo slancio mistico.
La spiritualità è umana e umanizza se risponde e obbedisce a questi quattro precetti essenziali, fondamentali, che ci portiamo scritti dentro: sii attento, sii attenta; sii intelligente; sii ragionevole nel senso di sii razionale; sii responsabile, cioè sii capace di rispondere al vero e al bene, cioè sii capace di giocarti per quanto appare giusto e vero e buono. Senza questo cammino a quattro tappe non puoi dire di avere uno sforzo di autentiticità, né di avere una spiritualità: avrai invece approssimatività distratta; stupidità, irrazionalità, deriva irresponsabile e degrado. In generale: regresso invece che progresso.
Su questo tema il teologo Bernard Lonergan ha proposto questa riflessione: «Come l’autotrascendenza favorisce il progresso, così il rifiuto dell’autotrascendenza muta il progresso in un declino cumulativo».
Questioni rilevanti e impegnative. Incalziamole!
Se questa è la spiritualità umana, in cosa differisce la spiritualità cristiana?
La definizione di spiritualità cristiana resta la stessa: è sempre «vita secondo lo Spirito», e per «Spirito» qui si intende qualcuno di più preciso e determinato rispetto allo spirito inteso in senso universale. Qui, infatti, si intende lo Spirito di Gesù Cristo.
Per il cristiano, infatti, vivere «secondo lo Spirito» significa lasciarsi muovere, ispirare, condurre, da quello Spirito che ha mosso, ispirato e condotto Gesù Cristo.
La differenza è netta. Se nella spiritualità umana al centro dell’iniziativa c’è la tendenza attiva e autotrascendente della persona, nella spiritualità cristiana il protagonista è lo Spirito di Gesù che ispira, sollecita e orienta la stessa autotrascendenza umana.
A tale riguardo san Paolo (Rm 5,5) ci propone questa rivelazione formidabile: «La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato».
Affermazione provocante. Che ne pensi?
Spiritualità cristiana: qual è dunque il suo riferimento principale?
È, appunto, Gesù, come presentato dai quattro Vangeli.
E poi? Poi c’è un enorme schiera di altre persone che, lungo i secoli, sono state riconosciute come «quinto evangelio», secondo l’espressione suggestiva ed efficace di Pomilio.
In concreto, chi sono queste persone? Pensiamo alla schiera dei grandi santi, e tra questi, Francesco d’Assisi, denominato proprio «alter Christus». Francesco, come gli altri santi, ha presentato e vissuto la spiritualità, cioè la vita secondo lo Spirito che era in Gesù, nel proprio tempo, in modo unico.
San Francesco, nella Regola dei Frati (Rb 10,8), ha raccomandato questo: «Al di sopra di ogni cosa dobbiamo avere lo Spirito del Signore».
Sfidati da questa affermazione transitiamo ora al prossimo varco.
«Spiritualità»: quali vie seguire per arricchire questa dimensione della vita? Con quali frutti per te?
Il valore «spiritualità» porge benefici generosi per te. Anzitutto la possibilità di fermarti e riflettere.
Immaginati ora nel momento in cui gusti il piacere di una vita interiore ispirata dalla dimensione «spiritualità». Là puoi vivere a quel livello esistenziale dove puoi ascoltarti e rispondere a domande centrali come: chi sono davvero? Cosa voglio nella vita? Quali sono i miei talenti da far fiorire? Cosa mi rende una persona unica? Come e a chi posso essere utile attraverso ciò che faccio? Qual è il mondo che vorrei costruire e lasciare in eredità dopo la mia morte?
Nel concreto tu hai già investito tempo guardando questo video e cercando altri contenuti in quest’ambito. Questo ti porta avanti verso il tuo obiettivo di benessere e di evoluzione spirituale. Migliaia di studi scientifici, inoltre, testimoniano gli effetti benefici della spiritualità sulla salute. Per esempio gli effetti della meditazione e della preghiera sulla attivazione e rigenerazione di parti del cervello, come la corteccia prefrontale, adibita all’empatia e alla trascendenza. Come anche gli effetti sulla riduzione di ansia, depressione, ipertensione; l’aumento delle difese immunitarie; la migliore elaborazione e mitigazione del dolore; maggiore lucidità mentale nell’affrontare i problemi. Voglio approfondire ogni singolo beneficio in altri video dedicati.
Molto bene! E ora come proseguire la tua ricerca e crescita spirituali?
Sì, in realtà ci sono ancora molte altre parole spirituali da esplorare. Ogni parola, infatti, appartiene a una famiglia di parole, a una ricca rete di significati che si illuminano e si chiariscono a vicenda: per esempio lo stesso termine «spirito», che ho molto approfondito in un altro post.
È proprio per prolungare il piacere della scoperta che ti invito ora a cliccare sul prossimo video e gioire esplorando la parola «spirito», evidentemente molto collegata con «spiritualità».
E se hai domande spirituali o situazioni esistenziali da condividere con me, allora usa usa il video questionario spirituale: https://forms.gle/Pn9V2wXVwXfXmETg9
Augurandoti Pace e Bene, ti do l’appuntamento al prossimo post di approfondimento di spiritualità e psicologia!